Il viaggio, una esperienza di vita che voglio condividere

Scott Cameron diceva che: “Viaggiare ti rende modesto. Capisci subito quanto è piccolo il posto che occupi nel mondo”. Credo che la migliore esperienza che ho dovuto vivere, sia avvenuta in un modo alquanto casuale.  In effetti, tutto è iniziato, quando avevo appena finito i miei studi universitari. Infatti, mi venne fornita la possibilità di andare a lavorare all’estero, una scelta che tanto per i miei quanto per gli amici era un po’ pazza. In effetti, decidere di partire alla volta della Nuova Zelanda, può far tremare i polsi, data la distanza e le differenze che esistono.

Benvenuti in Nuova Zelanda

Inoltre, tutto ciò che sapevo sulla Nuova Zelanda si basava su quanto avevo letto di precedenti esperienze su internet. Partire da sola, quindi, non era facile, anche perché, onestamente lo devo ammettere, la mia conoscenza della lingua inglese non era di certo una delle migliori. Comunque, sbrigate le necessarie procedure burocratiche, finalmente inizio questa grande avventura seduta comodamente a bordo di un aereo. Devo ammettere che, quando ho salutato parenti e amici, ho avuto una stretta al cuore.

Dopo un volo di 40 ore con Vueling , con alcune ore a Singapore durante le quali ho potuto visitare questa incredibile città, sono finalmente arrivata alla meta, Auckland, deliziosa città della Nuova Zelanda, celebre, tra l’altro per la Sky Tower, da dove si ha una panoramica vista su Viaduct Harbour, il luogo ove si possono ammirare caffè, bar e una infinità di yacht. Un qualcosa che, rispetto alle mie previsioni, non mi aspettavo. Quando ho incontrato la persona responsabile delle risorse umane che mi stava aspettando, ho capito che il mio inglese era anche peggio di quanto pensassi.

Ma, essendo italiana, sono riuscita ad adattarmi rapidamente. In effetti, per alcune settimane ero quasi bloccata dalle difficoltà linguistiche che, per molti versi, mi impedivano di avere una fluida comunicazione. Tuttavia, fin dai i miei primi giorni, ho avuto la fortuna di incontrare persone che erano molto aperte e, qualcuna, sapeva perfino parlare un po’ di italiano anche se, con tutto il rispetto possibile, alcune delle parole da loro dette in un presunto italiano, rimangono ancora per me un mistero! 

Le settimane sono diventate mesi e, quasi, non mi accorgevo del passare del tempo. Quando non ero impegnata con il mio lavoro, facevo la turista. Questo mi ha dato modo di ammirare le varie testimonianze delle sue origine maori. Ad Auckland, poi ci sono qualcosa come una cinquantina di coni vulcanici e, ovviamente, non ho perso l’occasione di poter ammirare un così affascinante panorama.

Una passeggiata romantica e bellissima, completamente immersa nel verde, invece, è stata quella che ho fatto lungo quella che qui chiamano a ragione Lovers walk. Ho, perciò, anche scoperto un piacere della fotografia grazie anche ai panorami e alle bellezze naturali che questo lembo di Nuova Zelanda sa generosamente regalare. Ho passato molto del mio tempo a lavorare, ma questo viaggio in Nuova Zelanda, in conclusione, mi ha anche dato l’occasione di poter incontrare tante persone assolutamente incredibili di tutte le nazionalità che più semplici amici sono diventati di famiglia.